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Cosa mi metto? Il dubbio degli adolescenti

Al termine della seconda ora ti inizi a chiedere cosa mai starà facendo tuo figlio chiuso nel bagno. L’armadio è pieno zeppo di vestiti, ma lui lo guarda come se fosse miseramente vuoto…ma cosa sta succedendo? L’aspetto fisico e la moda rappresentano un punto fondamentale della vita della maggior parte degli adolescenti ed è per questo che le lunghe ore trascorse in bagno servono per confrontarsi davanti allo specchio, per osservare e analizzare tutto ciò che non va o che manca. Tu lo vedi stupendo, ma lui no, le cosce troppo grandi, il sedere troppo piccolo, troppi pochi muscoli, un naso troppo lungo, le guance troppo gonfie…la lista può essere più o meno lunga, ma è sufficiente anche solo uno di questi “troppo” a rendere la vita del tuo adolescente un inferno. A complicare il tutto arriva la fatidica frase: “cosa mi metto”???

Proponi i migliori abiti e quelli che secondo te gli stanno meglio, ma lui ti guarda come se tu fossi un marziano…lui sa cosa vuole, non cerca la qualità, ma cerca la sua “uniforme”, quella che può renderlo uguale agli altri.

L’approvazione sociale dei coetanei infatti è l’obiettivo da perseguire per la maggior parte dei ragazzi in crescita e l’abbigliamento, gli accessori e i gadget sono gli strumenti per raggiungerla.

Quel jeans, quelle scarpe, quella marca sono così importanti perché servono come lasciapassare per entrare nel gruppo dei pari, per non sentirsi diverso dagli altri e soprattutto per non esserne escluso. La moda degli adolescenti è dettata infatti, non dagli stilisti in voga, ma dai ragazzi più popolari, quelli di cui tutti vogliono essere amici.
Pertanto seguire la moda del gruppo serve all’adolescente ad avvicinare un sentimento di sicurezza, che mette al riparo le sue relazioni sociali.

Per i genitori questo non è sempre facile da capire. Vorresti che tuo figlio fosse capace di affermare se stesso con serenità, senza dipendere dal giudizio degli altri. Ma nel mondo degli adolescenti combattuti tra il bisogno di farsi accettare e il desiderio di essere riconosciuti come individui unici, le cose non sono ancora così chiare. Quando un ragazzo viene deriso o insultato per un paio di scarpe o una maglietta di una marca diversa, la ferita può essere piuttosto profonda come se l’abbigliamento fosse una propaggine di se stesso.

Ovviamente la soluzione non è quella di seguire ciecamente i dictact di tuo figlio in fatto di moda, ma accompagnarlo nella comprensione di quanto accade consentendogli con il tempo di svincolarsi da questi meccanismi per poter, con i giusti tempi, crescere.