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Il senso del gioco e dello sport

Cosa ti viene in mente se ti dico SPORT? Alla maggior parte delle persone viene in mente la fatica, il sudore e il fiatone ma anche il divertimento, gli amici, e il piacere.

Possiamo definire lo sport come un’attività fisica in cui si investe non solo fisicamente, ma anche emotivamente, possiamo anche pensare che questo investimento si esprime su tre livelli integrati tra loro: benessere fisico, competizione e gioco.

E se ti dicessi che questo rimane per tutta la vita?, per tutto lo sviluppo dell’essere umano? :-))) !!!!

Molti anni fa, un certo Donald Winnicot, pediatra e psicoanalista inglese disse:“È nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sé. E’ attraverso il gioco che le persone, nell’intero arco della vita, scoprono una parte vera, fondamentale di se stessi” 

Nel gioco infatti sono sempre implicati la vita emotiva ed intellettiva, i processi di socializzazione e di educazione.

Spesso si associa al gioco, l’immagine dei bambini e di fatto, il gioco nell’infanzia diventa strumento fondamentale attraverso il quale il bambino entra in contatto con il mondo circostante e compie esperienze concrete.

A seconda dell’età che hai i giochi svolgono funzioni diverse.

Il gioco e la sua funzione nell’infanzia

Quando eri molto piccola/o, sicuramente sarai stata/o attratta/o da giochi molto colorati con suoni e canzoncine, eri nella fase dell’esplorazione sensoriale e provavi piacere nel toccare, sentire, “assaggiare” oggetti per te nuovi !! Un po’ più grandina/o, soddisfatta/o dall’aver conquistato l’autonomia motoria e di camminare finalmente da sola/o i giochi preferiti saranno stati quelli in cui potevi utilizzare le tue nuove abilità: iniziavi a correre, a saltare, ad arrampicarti su qualsiasi cosa, a  coordinare i movimenti rendendoli armonici.

Verso i tuoi quattro anni invece eri in grado di fare giochi di costruzione ed il tuo interesse verteva non solo su giochi individuali, ma scoprivi che anche “l’altro” era interessante ed i giochi iniziavano ad essere condivisi, prima in coppia e poi in gruppo.

Forse ti ricorderai di quando andavi a giocare a casa dei tuoi compagni o scendevi in cortile e ti ritrovavi con i tuoi amici, in quelle occasioni stavi utilizzando il gioco come mezzo per socializzare e comunicare con gli altri.

I giochi in questa fase perciò assumevano una funzione sociale e tu eri in grado di partecipare in giochi di gruppo e collettivi.

Così con gradualità hai scoperto ed imparato che per giocare con gli altri dovevi rispettare delle regole, passaggio fondamentale non solo per l’acquisizione delle competenze sociali ed una crescita equilibrata ma anche per una corretta maturazione sociale.

Questo appena detto, mette in evidenza quanto le attività psico-motorie legate allo sport sono strettamente connesse allo sviluppo dei processi cognitivi in età evolutiva.

Attraverso l’attività motoria, l’esperienza sensoriale e di percezione del proprio corpo, il bambino costruisce le fondamenta della propria identità e della propria sicurezza di base.

Ma cosa succede dopo?!!!

Il gioco e la sua funzione in adolescenza

In adolescenza cambiano un po’ di cose non vi pare? E sicuramente il gioco assume un diverso significato e una diversa funzione. In questa fase diviene strumento di crescita individuale e collettiva. Pensiamo allo sport di squadra come gioco e proviamo a ricordare cosa ti accade alla fine di una gara. Una qualsiasi gara, che sia una partita di beach volley sulla spiaggia piuttosto che una partita di campionato. Che succede se vinci? e se perdi? E ai tuoi compagni? Le sensazioni sono sicuramente diverse, ma altrettanto sicuramente saranno vissute da te e dai tuoi compagni in modo molto molto simile: gioia immensa e soddisfazione nel caso di una vittoria, amarezza e delusione nel caso di una sconfitta.

In questa fase ciò che rende il gioco importante è che attraverso di esso, tu puoi sperimentare tante novità: la condivisione di obiettivi comuni con gli altri, l’accettazione delle regole utili allo svolgimento della gara, la cooperazione, il reciproco senso di appartenenza tra te e il gruppo.

Queste esperienze sono molto importanti perché partecipano alla formazione della tua psiche: rinforzano la coesione del sé e contribuiscono alla presa di coscienza della tua identità. Impari a capire chi sei anche attraverso questi “esperimenti”.

Inoltre, la collaborazione con l’altro e il raggiungimento di scopi condivisi, accresce il tuo senso di utilità e competenza, contribuendo ad un accrescimento della tua autostima.

Il gioco diviene in questa tappa dello sviluppo, strumento per sperimentare e rinforzare sentimenti  come la lealtà, il rispetto dell’avversario, l’impegno personale e comune nel raggiungere lo scopo, contribuendo in questo modo, alla costruzione e introiezione di valori socialmente condivisi.

Nelle tappe evolutive che seguono; l’età adulta e la terza età, il gioco e lo sport  assumono una nuova valenza.

Il gioco e la sua funzione in età adulta e nella terza età

In questa fase, “da grandi”, l”attenzione è posta principalmente sull’individuo e sul proprio benessere, benessere inteso in senso fisico e mentale. Da adulto molto probabilmente “mantenersi in forma” sarà la motivazione principale per cui praticherai dell’attività fisica.

Essa si trasformerà da gioco condiviso ad esercizio fisico, ma gli aspetti di gioco e di socialità, non scompariranno. Capita mai che tuo padre o uno zio o un adulto che conosci la sera vada a giocare a calcetto con i colleghi? O i famosi tornei di bocce dei vecchietti?

L’attività fisica, per loro rappresenta un’importante occasione per combattere l’affaticamento mentale e fisico che deriva dalla concitazione dei ritmi della vita lavorativa e sociale.

Soprattutto nella terza età, l’esercizio fisico diviene inoltre un importante fattore protettivo per l’ insorgenza di alcune patologie fra cui quelle cardiovascolari, osteoarticolari e metaboliche ma anche di disturbi psichici come la depressione.

Abbiamo visto dunque, come il gioco e lo sport accompagnandoci per tutto il percorso della nostra vita diventano fattori indispensabili per il mantenimento del benessere fisico e psicologico.

C.B.

Webgrafia

http://www.psiconline.it/article.phpsid=2146

http://www.centrocesap.it/pdf_volantino_psicomotricita.pdf

http://www.kinesalus.com/Contenuti/kinesalus-sport-terza-eta.pdf

http://www.sport.comune.parma.it/esport/esport.asp?ID=8&IdVoceMenu=4

http://www.sartorimichele.it/images/gioco_motorio.pdf

Bibliografia

Winnicott, “Tra gioco e realtà”