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Onicofagia

L’abitudine di mangiarsi le unghie ha il nome di “onicofagia” (dal greco onicos unghia e fago mangiare).

Questa pratica coinvolge decine di migliaia di persone di tutte le età.

Comincia in età prescolare, raggiungendo l’apice durante il periodo dell’adolescenza e spesso perdura anche in età adulta.

È un fenomeno molto comune, sembrerebbe colpire circa il 30% dei bambini e il 45% degli adolescenti

Spesso le persone “onicofaghe”non mangiano solo le unghie ma anche la cuticola (la parte di pelle sottile posta alla base dell’unghia) e i tessuti periungueali.

L’onicofagia può provocare danni alle unghie come alterazioni di colore o infezioni perché, il soggetto ferendosi può favorire la penetrazione di batteri ed in oltre danneggiare i denti

Come si diventa onicofagi?

Possiamo individuare il nascere di questa abitudine quando l’ambiente intorno a noi (familiare, scolastico, sportivo) è caratterizzato da situazioni stressanti o difficili come litigi, contrasti e incomprensioni ma anche, se il ragazzo o la ragazza sono particolarmente ansiosi trovando in questa pratica, un tranquillante a “portata di mano”.

Sembrerebbe quindi esserci una corrispondenza tra lo stato emotivo e il ricorrere al mangiarsi le unghie; quanto più l’ambiente esterno porrà al soggetto divieti, punizioni, prove difficili da superare, tanto più questo ricorrerà all’abitudine di mangiarsi le unghie.

Chi ne viene colpito Come dicevamo prima l’onicofagia è una pratica largamente diffusa ma sembrerebbe coinvolgere soprattutto le persone timide, remissive, passive; e le donne più degli uomini.

Si potrebbe interpretare come un modo per esprimere l’aggressività verso se stessi anziché verso il mondo esterno.

L’onicofagia è un comportamento autolesionista, che permette tuttavia di contenere le reazioni ai contrasti interpersonali.

Quando scompare?

Questo comportamento tende a scomparire spontaneamente se viene meno il disagio scatenante che l’ha provocato, anche se è molto probabile che la pratica si ripresenti nei momenti difficili di vita, perchè ha effetti “sedativi” sull’ansia (pensiamo ad esempio a quando dobbiamo preparare qualche interrogazione o qualche esame!!!)

Come curo le unghie rovinate?

La pratica dell’onicofagia comporta a lungo andare un indebolimento e/o frastagliamento delle unghie. Nei casi meno gravi sono spesso utilizzati prodotti naturali come il burro di karitè o l’olio d’oliva, nei casi più gravi invece si consiglia di rivolgersi al proprio medico.

C.B.

Ispirato e modificato dal sito

http://ricounghie.altervista.org/faq_onicofagia.html

http://www.trattamentinaturali.com/cure-rimedi/tag/come-curare-le-mani-in-modo-naturale/