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Sport e dipendenza

Stai sempre di più in palestra ed è sempre più difficile concederti un giorno di riposo; il pensiero è fisso sull’allenamento successivo. Inoltre da un po’ di tempo dormi male e non riesci più a goderti spazi di riposo e di tranquillità anche se hai subito danni a causa del sovraccarico muscolare. Ma non puoi farci niente, poiché nient’altro sembra interessarti e ti senti in colpa e in ansia se non riesci ad allenarti.

Quando il fitness diventa un pensiero costante e prende il sopravvento diventando prioritario su tutti gli altri settori della vita si parla di dipendenza da sport.

Quando c’è una dipendenza da sport o un overtraining, l’attività fisica domina in modo crescente tutta la vita poiché lo sport ha assunto la fondamentale funzione di equilibratore interno.
Molto spesso l’eccesso di attività fisica è
causato da insicurezze profonde e dal senso di controllo che la padronanza del proprio corpo dà anche a livello psicologico. La palestra diventa un sostitutivo di relazioni affettive, i risultati ottenuti a prezzo di tanta fatica infondono fiducia in se stessi, rassicurano rispetto alle proprie capacità e qualità, fanno sentire al centro della propria e dell’altrui attenzione, capaci di suscitare ammirazione, invidia, imitazione.

Lo sport diventa dunque una droga che permette di “superare”disagi psicologici cronicizzati (come ansia e depressione) e di produrre allo stesso tempo piacere.
Lo sport è infatti in grado di attivare la“dopamina” e le“beta-endorfine”, sostanze chimiche endogene del cervello dall’effetto simile agli oppioidi ( eroina e morfina).

La dipendenza fa si che l’esercizio fisico diventi così invadente nella mente e nella vita quotidiana da portare a perdere gli amici, a rinunciare alle attività sociali, a declinare opportunità di lavoro se queste interferiscono con il programma di allenamento.

Se ti riconosci in questa descrizione prova a pensare che questa volta per poter raggiungere il traguardo devi “solo” riuscire a chiedere aiuto in tempo per ricercare le cause psicologiche sottostanti.
In questi casi è infatti importante
rivolgersi tempestivamente a professionisti (psichiatri e/o psicoanalisti) che con la psicoterapia e se necessario con i farmaci, possono aiutare a rendere il rapporto con l’attività fisica meno rigido, il pensiero più flessibile e a quindi ad armonizzare il fitness con la vita quotidiana. L’intervento cercherà dunque di ridare il giusto posto al corpo, a ritovare il proprio ritmo e le potenzialità no attraverso la sopsensione dello sport, ma con il recupero del suo significato più puro.

C.P.