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Adolescenti 2.0

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Da sempre essere genitori è difficile e soprattutto genitori di adolescenti. “Seguire” i propri figli nei loro luoghi per capire “cosa succede” è sempre stato complesso, ma lo è ancora di più oggi, epoca in cui internet è diventato il luogo d’incontro preferito dai ragazzi.
I genitori si trovano a dover fare i conti non solo con un luogo a loro sconosciuto, ma anche con un linguaggio difficilmente decodificabile.
È naturale avere paura di ciò che non si conosce e puntare il dito sulle nuove tecnologie, ma facendo così si rischia a volte di perdere di vista…gli stessi ragazzi ed il loro mondo.
Da sempre una cosa che accomuna tutti gli adolescenti è la voglia libertà.
Gli adulti parlano spesso di quanto sia importante, ma non sono sempre disposti a concederla ai loro figli. Forse in quest’ottica bisognerebbe iniziare con il considerare l’uso della tecnologia come un nuovo modo per ritagliarsi uno spazio. La rete è diventata in fondo il luogo principale in cui i ragazzi possono stare con i loro coetanei. I ragazzi vogliono essere in chat o sui social network perché è lì che sono i loro amici!

Per cercare di affrontare con maggiore serenità il mondo dei nostri figli 2.0 si deve partire innanzitutto dai nostri stereotipi.

1. La tecnologia non deve essere fonte di ansia ma va vista come un’opportunità per gli adolescenti. Cerchiamo piuttosto di comprendere attraverso il dialogo e domande dirette che cosa nostro figlio cerca in rete e dalla rete.

2. Il modo migliore per difendere nostro figlio dal cyberbullismo è RISPETTARLO. Rispettandolo insegnate a vostro figlio l’empatia emozione che permetterà lo sviluppo del rispetto per gli altri e per se stesso.

3. Non sempre un figlio vuol confidarsi con il proprio genitore, ma magari ha bisogno del consiglio di un adulto. E’ molto importante poter creare una rete di relazioni con altri adulti di cui si può fidare (parenti, maestri, allenatori, servizi per l’adolescenza..). Pensa dunque a costruirgli una rete di supporto prima che arrivino dubbi e preoccupazioni.

4. Se vostro figlio frequenta online qualcuno che non conosce fate in modo, prima di essere catturati dalla paura di possibili pericoli, di chiedervi il perché. Forse vostro figlio non ha abbastanza sostegno emotivo da parte degli amici e lo sta cercando in una comunità online.
Stare online è un po’ come socializzare in qualsiasi altro spazio pubblico.
Ciò che rende Internet particolarmente complicato è che i giovani lasciano tracce che possono essere viste da qualcun altro in un momento diverso, e loro non sempre ne sono consapevoli.
Al fine di aiutare i ragazzi a muoversi in rete, i genitori devono parlare con loro in merito a un pubblico inaspettato e invisibile.
“Quello che scrivi come potrebbe essere interpretato da qualcuno che non sia tra i tuoi amici?” “Cosa succede quando quello che dici è preso fuori dal contesto?”.
Più che concentrarsi su ciò che è giusto e sbagliato, è importante iniziare la conversazione su cosa significa parlare pubblicamente di sé in una società in rete.
L’obiettivo è costruite un rapporto sulla fiducia e per fare questo non è possibile pedinare vostro figlio online. Allo stesso modo “spiare” tutto quello che scrive vostro figlio online vorrebbe dire violare la sua fiducia, mentre è vostro interesse costruire un buon rapporto sincero, trasparente e che duri a lungo. È meglio essere presente, guardarlo da lontano, cercare di capire quello che sta succedendo, ed intervenire solo quando pensiamo che ci sia un pericolo reale e/o un’emergenza.
Allontanare l’ansia, accettare l’impossibilità di un controllo totale e favorire il più possibile un rapporto di fiducia e di dialogo permetterà di accompagnare vostro figlio verso uno stare in rete in modo sano, non rischioso e, talvolta, persino utile.