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Bullismo al femminile…che fare?

Bullismo al femminile…che fare?

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Vittima di bullismo…che fare?
La violenza tra le ragazze o bullismo al femminile è un fenomeno che assume delle caratteristiche diverse dal bullismo tra maschi.
Le ragazze sono capaci di episodi di violenza subdoli e talvolta più difficili da individuare, poiché, spesso, non si avvalgono della violenza fisica ma di altre “strategie” per rendere difficile la vita delle vittime prescelte.
Come agisce la bulla?
La bulla si avvale raramente di pugni, graffi, calci o aggressioni fisiche in generale, quanto piuttosto, di una “violenza verbale”, ovvero continue offese, calunnie, prese in giro sia sull’aspetto fisico che sul comportamento della vittima, fino ad arrivare ad atti finalizzati ad escludere totalmente la vittima dall’intero gruppo-classe; il tutto accentuato da pesanti minacce per intimorire e fare in modo che la persona presa di mira non racconti a nessuno della violenza psicologica subita.
Quali effetti?
Le vittime prescelte dalle ragazze bulle possono essere fatte rientrare in due categorie principali: da un lato la ragazzina timida, quella, solitamente, brava a scuola ma un po’ introversa e, dall’altro, le coetanee considerate belle che, potenzialmente, agli occhi della bulla potrebbero rubargli la scena.
Ad ogni modo, al di là della categorizzazione proposta, la bulla della situazione, una volta individuati i punti deboli della vittima prescelta, passa all’azione, trascinando con sé il gruppo classe.
Gli effetti su chi subisce quotidianamente comportamenti di questo tipo non sono da sottovalutare. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che nel periodo dell’adolescenza il gruppo dei pari rappresenta per il giovane il luogo dove confrontarsi col mondo esterno, in cui trovare le prime conferme e definire la propria identità, al di là delle rassicuranti mura domestiche.
Nelle ragazze, in maniera molto più accentuata, la propria autostima dipende molto dal fatto di costruire un rapporto di complicità con le proprie coetanee e di trovare in loro, conferme anche per quanto riguarda il proprio aspetto fisico. Offese e denigrazioni possono pertanto andare a minare l’autostima e portare le ragazze a sperimentare vissuti quali insicurezza, ansia, senso di inferiorità o ancora, sintomi psicosomatici quali mal di testa, mal di pancia, stanchezza, fenomeni che non sono da sottovalutare!
Consigli per genitori & Co
Come accorgersi se la propria figlia è vittima di bullismo a scuola?
Sbalzi di umore improvvisi e immotivati, un calo nel rendimento scolastico, una vita sociale notevolmente ridotta e il timore improvviso di andare a scuola sono alcuni dei comportamenti da prendere in considerazione come segnali della presenza di atti di bullismo.
Cosa fare?
Nel caso in cui i genitori o gli insegnanti si rendano conto di probabili atti di bullismo, è fondamentale cercare di creare una condizione di fiducia e sicurezza, utili, affinché la ragazza/vittima possa sentirsi protetta, compresa e quindi disposta ad aprirsi al dialogo.
Ciò significa agire su due versanti, uno più attinente alla sfera delle emozioni (“cosa prova?”), l’altro più alla sfera “comportamentale” (“cosa fare per proteggerla?”).
1. Per quanto riguarda l’aspetto emotivo è importante accogliere lo stato d’animo della ragazza. Ciò significa evitare di abbattersi se, in prima battuta, la giovane si mostra restia a parlare e ad aprirsi. E’ importante sapere che, talvolta, il timore che la bulla possa vendicarsi, o il senso di vergogna verso se stesse (sentirsi sbagliate), possono prendere il sopravvento. In questo senso potrebbe essere utile, anticipare le sue emozioni, comunicando alla vittima, che è normale, in un momento difficile come quello che sta attraversando, che si possano provare “paura” ma anche “vergogna” e che è importante, per uscire da questa situazione, dar voce a questi stati d’animo, farsi aiutare e trovare insieme la soluzione. Una volta superata questa fase, è consigliabile lasciare libera la ragazza di esprimere tutte le sue emozioni, ascoltandola senza giudicare.
2. Per quanto riguarda l’aspetto più “concreto”, ovvero, cosa fare per interrompere gli episodi di bullismo, è importante chiedere il supporto di tutte le figure di riferimento. E’ altresì importante individuare quell’amica/o che possa trascorrere del tempo insieme alla ragazza nel corso della giornata scolastica. Può essere utile inoltre valutare ulteriori “strategie da costruire ad hoc”, ricercando anche il parere della ragazza stessa (“che ne dici se prima parliamo con l’insegnante…?”). Questa modalità, infatti, in alcuni casi, può rappresentare un modo, per la giovane vittima di riappropriarsi del senso di auto-efficacia e di autostima, che l’episodio di bullismo, aveva “cancellato”.
Gli educatori dovrebbero tenere presente tuttavia che prima ed insieme agli interventi sulle vittime di bullismo sarebbe ancora più efficace poter intervenire sul bullo creando ed offrendo alla scuola degli interventi che mirino principalmente ad “educare alle relazioni”.

C.P.