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Immagine corporea e sport

Immagine corporea e sport

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Come influisce sulla nostra immagine corporea  un’attività sportiva in cui corpo, movimento, “governo” di essi assumono una grande importanza?

È ben noto che in età evolutiva, in particolar modo, lo sport può agire da fattore protettivo, ad esempio riducendo il rischio di problemi di sovrappeso, può avere effetti positivi a livello psicologico come una autostima più elevata e minori livelli di ansia e stress e favorire competenze relazionali, gestione della frustrazione, del confronto e del conflitto.

Alcuni autori mettono in evidenza che gli sport di squadra si addicono a varie tipologie di adolescenti, in quanto consentono di sperimentare la frustrazione e la delusione di un insuccesso senza trasformarli in una sconfitta personale. Gli sport individuali, al contrario, sono indicati in particolar modo per i ragazzi eccessivamente irruenti e spesso iperattivi, ad esempio le arti marziali mirano a formare l’adolescente sia da un punto di vista tecnico-fisico, che sul piano della disciplina. L’autocontrollo insegnato in questi sport riesce spesso a incidere sugli atteggiamenti negativi/oppositivi di alcuni adolescenti.

Gli effetti a lungo termine di questi due modi di esercitare la pratica sportiva sono diversi. La collaborazione, il senso di gruppo, lo spirito di competizione e il senso di appartenenza sono le doti e le capacità che si incrementano in uno sport di squadra. In uno sport individuale, invece, il senso di responsabilità, la disciplina e l’equilibrio psicofisico sono le qualità che si sviluppano nell’ atleta sin dalle prime gare.

Negli ultimi anni l’accento posto sull’ agonismo nella pratica sportiva riveste un’importanza crescente in tutte le discipline e viene proposto sempre più precocemente, coinvolgendo bambini e preadolescenti.

L’attività agonistica richiede un grosso impegno, fatto di allenamenti intensi e competitività elevata, comporta una serie di “compiti” come serietà, puntualità, minor tempo per il gioco libero, attenzione al corpo, all’ alimentazione e pressioni da parte degli adulti di riferimento (genitori, allenatori). Di fronte a tali richieste alcuni bambini/ragazzi possono dimostrare di avere le competenze di gestione dello stress ad esse associato. Per altri, invece, queste attività caratterizzate da richieste tecniche esigenti, pressioni psicologiche costanti, imposizione di schemi fissi, possono rendere lo sport agonistico fonte di seri problemi psicologici, insicurezze e nevrosi anziché strumento di crescita e socializzazione. La precocità delle selezioni, la rigidità dei requisiti fisici necessari e il carattere totalizzante dell’impegno richiesto espone, inoltre, a rischi di investimento idealizzante e narcisistico (Riva, 2012).

Tali agenti stressanti possono far venir fuori delle fragilità individuali facendo divenire la pratica di uno sport un fattore di rischio per lo sviluppo di un disturbo psicopatologico.

È fondamentale per questo che tu ti accorga di quando e quanto lo sport che pratichi continui ad essere fonte di piacere e di rispetto per il tuo corpo o, al contrario, stia diventando una fonte di difficoltà.

In questo caso parlane con un amico, un genitore o uno specialista che può aiutarti tempestivamente a far in modo che ciò che è sempre stata la tua passione non si trasformi in una “tortura”.

Ricorda che puoi parlare con uno psicologo della nostra equipe scrivendo a info@esplosivamente.it o usando le nostre finestre di chat con lo psicologo.

 

 

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