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Cos’è un selfie?
Per i pochi che ancora non lo sapessero, con il termine “selfie” si intende una foto amatoriale realizzata da sé, generalmente eseguita con uno smartphone e caricata su un sito di social media.
A lanciare la moda sono state le star dello spettacolo, subito seguite dalla “gente comune”.
Migliaia di teenager hanno inondato il web di foto loro scattate con le espressioni più insolite.
Cosa si nasconde dietro al selfie?
Cosa ci spinge a scattarci una foto e ad “offrirla” al pubblico?
A quale scopo e con quali aspettative?
Scattarsi una foto da soli e postarla su Facebook non è sempre un’azione serena di cui si condivide la gioia, ma può essere un gesto dettato dall’ansia di ricevere un riscontro positivo.
Contrariamente a quanto si pensa, le persone dedite al selfie non sono sempre sicure si sé. La ricerca assidua di commenti positivi alla propria immagine sembra rappresentare il bisogno di accettazione da parte di chi è insoddisfatto e necessita rassicurazioni sul proprio aspetto e, più in generale, sulla qualità della propria vita.
Le immagini degli amici, inoltre, esercitano una maggiore influenza rispetto a quelle di personaggi famosi, perché il confronto è più realistico e l’attenzione alle caratteristiche fisiche può essere ancora più pericolosa sui social media che sui media tradizionali perché i partecipanti nei social media sono persone che conosciamo.
E’ bene chiarire quindi che nessuno è totalmente immune da tale fenomeno e che lo stesso può assumere forme e livelli di gravità differenti.
Ognuno di noi subisce infatti l’effetto di stereotipi e modelli culturali proposti dai mass media, che, per certi versi, svolgono una sana funzione sociale nell’ambito di una comunità, rafforzando il senso di appartenenza.
Il problema nasce quando, senza rendersene conto, si finisce con l’emulare professionisti del settore (che della propria immagine hanno fatto un lavoro e una fonte di reddito), spinti dalla falsa convinzione che una bella foto farà avere maggiore successo tra le persone che si conoscono.
Tale dinamica, al contrario, potrebbe condurre ad allentare il contatto con la realtà e ad aumentare dunque le difficoltà relazionali.
Quali soluzioni?
Sebbene non ci sia niente di male nell’utilizzo dei social (in molti casi rappresentano un ottimo strumento per vincere la timidezza o semplicemente favorire la conoscenza di persone nuove), è opportuno ricordare che essi non rappresentano l’unico mezzo di socializzazione.
Sarebbe pertanto auspicabile non perdere il contatto con forme di relazioni più fisiche e dirette, e con il senso delle esperienze condivise insieme.
Esse rappresentano un valido ancoraggio alla realtà e aumentano la consapevolezza dell’identità personale.
Dunque, la prossima volta che avete un dubbio esistenziale o vi sentite semplicemente un po’ frustrati, provate a… fare una passeggiata con un amico…a volte può dare molte più risposte di un “mi piace” a un vostro selfie!

C.P.

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